Nuoto e salute della spalla: come prevenire infortuni comuni
Nuoto e salute della spalla: come prevenire infortuni comuni
Il nuoto è comunemente definito uno sport completo e offre numerosi benefici per il nostro corpo. Tuttavia, è importante prestare attenzione a non sovraccaricare eccessivamente le spalle, soprattutto se non adeguatamente allenate.
Bracciata dopo bracciata, si corre il rischio di sviluppare un’infiammazione della cuffia dei rotatori, conseguenza del movimento rotatorio continuo dell’articolazione stessa. La cuffia dei rotatori è costituita da un complesso di muscoli (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) e dai relativi tendini, che originano dalla scapola e si inseriscono sulla testa dell’omero. La loro funzione principale è quella di stabilizzare l’articolazione della spalla, concorrendo anche nei movimenti di rotazione.
Un’eccessiva tensione ripetuta può causare un processo infiammatorio che, con il tempo, può sfociare in una vera e propria lesione tendinea. Questo rischio aumenta con l’avanzare dell’età, in quanto diminuisce l’afflusso di sangue all’articolazione, compromettendo l’apporto di proteine fibrose, fondamentali per la salute di muscoli e tendini.
DIAGNOSI E TRATTAMENTO
Come si può intervenire? Una volta aver effettuata una corretta diagnosi da uno specialista, tramite esame fisico e risonanza magnetica, il trattamento può essere di tipo chirurgico o conservativo. L’opzione chirurgica viene presa in considerazione solo nei casi più gravi, qualora la terapia conservativa non dia risultati soddisfacenti.
Del trattamento conservativo parliamo con il dott. Davide Tessandri, fisioterapista del Centro Salute Argentum Raimondi. “Nei soggetti in cui la mobilità non è eccessivamente ridotta e senza dolore persistente o invalidante, si opta per un trattamento di tipo conservativo. Questo consiste in sessioni di fisioterapia, mirate al rafforzamento dei muscoli della cuffia dei rotatori e al miglioramento della stabilità della spalla. Tra gli esercizi consigliati troviamo: rotazioni esterne con elastico (con il gomito piegato a 90° e aderente al fianco, si ruota l’avambraccio verso l’esterno, opponendo resistenza a un elastico fissato lateralmente), oppure Pendolo o Esercizio di Codman (inclinando leggermente il busto in avanti, si lascia il braccio rilassato oscillare in piccoli cerchi o avanti-indietro, per favorire la mobilità e ridurre la tensione). L’obiettivo iniziale è ridurre l’infiammazione e il dolore, per poi concentrarsi sul rinforzo muscolare e sulla prevenzione delle recidive”.
La terapia fisica è sufficiente? “Nei casi più lievi, la fisioterapia è spesso risolutiva, ma è consigliato anche un periodo di riposo, in cui devono essere evitati eccessivi sforzi, mantenendo tuttavia l’articolazione in movimento. In alcuni casi, può essere utile il supporto farmacologico, con la somministrazione di farmaci antinfiammatori” aggiunge Tessandri.
Non solo sportivi, ma anche persone in terza età. “La lesione della cuffia dei rotatori è comune negli sport che sollecitano la spalla, non solo il nuoto, ma anche il baseball o il tennis” continua Davide Tessandri “È tuttavia la fascia degli over 60 quella più colpita; in questa fascia d’età è particolarmente importante adottare misure preventive: eseguire esercizi di rinforzo e stretching, correggere la tecnica e la postura, sia nello sport che nelle attività quotidiane, evitare sforzi ripetitivi e, soprattutto, fermarsi ai primi segnali di dolore”.







